A Siena si mangiano i pici, una pasta di sola farina e acqua tirata a mano, i salumi di cinta senese, il pecorino di Pienza e, a fine pasto, panforte e ricciarelli, i due dolci della città protetti dal marchio IGP. La base è quella della cucina toscana di campagna, con molto aglio e rosmarino. Qui trovi cosa ordinare, piatto per piatto, e quali dolci vale la pena portare a casa.
Quali sono i piatti tipici da ordinare a Siena?
La cucina senese parte dai piatti comuni a tutta la Toscana: la ribollita, l’arista, i fagioli all’uccelletto. A renderla riconoscibile sono l’aglio e le erbe aromatiche, il rosmarino prima di tutte, come ricorda la guida di Visit Tuscany ai sapori di Siena.
Se hai un solo pasto a disposizione, l’ordine più sensato è questo:
- un tagliere di salumi di cinta senese e pecorino come antipasto;
- un piatto di pici come primo;
- un bicchiere di rosso del territorio;
- panforte o ricciarelli con il caffè.
Cosa sono i pici e come si condiscono?
A Siena la pasta per eccellenza sono i pici: grossi spaghetti tirati a mano fino alla lunghezza voluta. La ricetta tradizionale è povera, solo farina e acqua, senza uova. Nei menu li trovi con quattro condimenti classici:
- al ragù di chianina, la razza bovina toscana;
- al ragù di nana (l’anatra) o di selvaggina;
- all’aglione, con pomodoro e un aglio molto grande dal sapore delicato;
- con le briciole, cioè mollica di pane toscano tostata in padella con un filo d’olio extravergine.
La versione con le briciole è la più semplice e mostra bene lo spirito di una cucina nata in campagna.
Quali salumi e formaggi assaggiare?
Il posto d’onore spetta alla cinta senese DOP, una razza di maiale nero con una fascia bianca che gli cinge petto e spalle, da cui il nome. È allevata al pascolo, nei boschi e nei terreni aperti, e la sua presenza in Toscana è antica: un esemplare compare nell’affresco degli Effetti del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti (1338-40), dentro Palazzo Pubblico a Siena. Secondo Visit Tuscany, la zona di produzione della carne DOP è tutta la Toscana fino a 1.200 metri di altitudine.
Sul tagliere cerca il prosciutto, il capocollo, la finocchiona, il rigatino (la pancetta), la gota (il guanciale) e le salsicce stagionate.
Per il formaggio, la provincia di Siena offre molte varietà di pecorino. Il Pecorino Toscano DOP si produce in tutta la regione; il pecorino di Pienza stagionato in barrique nasce dal latte di pecore di razza sarda e prende dal legno di rovere un retrogusto tannico, con lievi note di vinaccia.
Che vino bere con i piatti senesi?
Intorno a Siena si producono alcuni dei rossi italiani più conosciuti: i rossi del Chianti, il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano. Con i pici al ragù e i salumi di cinta un rosso del Chianti è la scelta più naturale.
Meno noto, il Bianco della Val d’Arbia si produce tra la zona del Chianti Classico, quella del Chianti Colli Senesi e la Val d’Arbia, e affonda le radici nel Chianti bianco tradizionale. Si beve bene come aperitivo e con verdure, minestre e carni bianche.
Dalla villa la strada del Chianti è a 30 minuti d’auto: se vuoi visitare una cantina, organizza la giornata con un autista o con qualcuno che non beve.
Quali sono i dolci tipici di Siena?
I due dolci simbolo della città sono il panforte e i ricciarelli, entrambi IGP e prodotti nella sola provincia di Siena.
Il panforte ha origini medievali: una cronaca del 7 febbraio 1205 lo cita già con il nome di panpepato, per via del pepe e delle spezie nell’impasto. La ricetta di oggi risale al 1879, quando fu preparata in onore della regina Margherita, a Siena per il Palio di agosto: meno spezie e una copertura di zucchero a velo. Da allora è noto anche come panforte bianco o panforte Margherita, come racconta la scheda della Regione Toscana.
I ricciarelli discendono dai marzapani che le botteghe degli speziali senesi vendevano già nel Quattrocento. Hanno forma di losanga, sono coperti di zucchero a velo e dentro restano morbidi. La ricetta n. 629 del manuale di Pellegrino Artusi (1891) porta già il nome “Ricciarelli di Siena” (fonte: Regione Toscana).
| Dolce | Ingredienti principali | Tutela |
|---|---|---|
| Panforte di Siena | frutta candita e secca, miele, spezie, zucchero a velo | IGP dal 2013 (Reg. UE 466/2013) |
| Ricciarelli di Siena | mandorle, zucchero, albume d’uovo | IGP dal 2010 (Reg. CE 229/2010) |
| Copate | croccante di mandorle tra due cialde sottili | tradizione senese |
| Pan co’ Santi | pane dolce con frutta secca e spezie, d’autunno | tradizione di Ognissanti |
Il panforte è il dolce tipico del Natale, ma a Siena si trova tutto l’anno. Se sei in città tra ottobre e novembre, cerca nei forni il pan co’ Santi, preparato per la festa di Ognissanti.
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Domande frequenti
Qual è il piatto tipico di Siena?
Il primo simbolo della città sono i pici, grossi spaghetti di farina e acqua tirati a mano, conditi con ragù di chianina, di anatra o di selvaggina, all'aglione o con le briciole di pane tostate.
Quali sono i dolci tipici di Siena?
Il panforte e i ricciarelli, entrambi IGP e prodotti solo nella provincia di Siena. In autunno si trova anche il pan co' Santi, legato alla festa di Ognissanti.
Che differenza c'è tra panforte e ricciarelli?
Il panforte è una torta bassa di frutta candita e secca, miele e spezie coperta di zucchero a velo; i ricciarelli sono piccoli dolci morbidi a forma di losanga, fatti con mandorle, zucchero e albume.
Che cos'è la cinta senese?
È una razza di maiale nero con una fascia bianca su petto e spalle, allevata al pascolo e tutelata come DOP. Se ne ricavano prosciutto, capocollo, finocchiona e altri salumi.





